L’Asta Numismatica 65 che si è svolta nella splendida sala al Centro Congressi del Kursaal in quel di San Marino il 17 e 18 giugno è stata davvero un grande successo.
Sono stati presentati oltre 1.600 lotti di monete e medaglie (a parte era poi una selezione di orologi e penne da collezione) e c’era veramente di tutto: dalle monete antiche alle moderne, dalle monete italiane a quelle straniere. Non a caso, tramite il live, si sono collegati con la sala d’asta numerosissimi collezionisti da tutto il mondo.
Andiamo però a curiosare nel catalogo alla ricerca di qualche pezzo davvero particolare, scelta che sicuramente sarà difficile considerata la grande abbondanza proposta.
Monete estere
Possiamo cominciare allora citando la corposa rappresentanza di monetazione estera. Abbiamo selezionato per esempio le tre monete della Cecoslovacchia coniate nel 1973 da 5, 3 ed un ducato per il cosiddetto Millennium (lotto 212). Le tre monete, presentate in astuccio di legno e con certificato dichiarante una tiratura di soli 700 set ha raggiunto l’aggiudicazione di 14.000 euro.
Passiamo ora ad un pezzo dell’antico Iran quando governavano gli Shah. Era presentato un pezzo da 10 tomans in oro dell’anno 1314 (il 1896 per il calendario occidentale) di Muzaffar al-Din (lotto 291). Si tratta di un pezzo assai raro e di grande fascino che in una ideale collezione di monete medio-orientali potrebbe occupare il posto d’onore. È stato aggiudicato a 35.000 euro.
Medaglie napoleoniche
Bellissime e davvero varie anche le medaglie dell’età napoleonica selezionate per data, in questo caso i millesimi 1808 e 1809. In questa selezione per data ci sono le commemorazioni dei più diversi avvenimenti, quelli ufficiali come battaglie, conquiste, opere pubbliche, ma anche privati come le medaglie dei personaggi più influenti dell’epoca. In questa selezione ci piace segnalare, per esempio, la splendida medaglia in argento del 1808 per la battaglia di Sommo Sierra e l’abolizione dell’Inquisizione spagnola venduta per ben 2.000 euro (lotto 454). Per la medaglia sempre in argento del 1809 commemorante la battaglia di Ratisbona, opera di Luigi Manfredini, è stato necessario sborsare invece la somma di 2.100 euro (lotto 528).
Monete delle zecche italiane
Passiamo ora alle zecche italiane.
E cominciamo subito alla grande col realizzo di un eccezionale armellino coniato nella zecca de l’Aquila a nome del re di Napoli Ferdinando I d’Aragona (lotto 674) venduto a 7.600 euro.
Il rarissimo ducatone di Bardi a nome di Federico Landi (lotto 675) è stato venduto invece per 19.000 euro. Si tratta di un pezzo di notevole interesse visto che viene dalla zecca di un minuscolo stato incastrato tra i mondi dell’Appennino emiliano. Poche sono le apparizioni in asta di questa tipologia.
Possiamo poi presentare un superbo pezzo di Genova: una quadrupla datata 1652 proposta in slab con un grading di tutto rispetto per il periodo: MS62+ (lotto 727). La moneta è stata venduta per 35.000 euro.
Andiamo ora alla zecca di Modena ma rimaniamo sempre nel campo delle prestigiose emissioni in oro del Seicento come doppie e quadruple. Del duca di Modena Francesco I erano presentati due pezzi davvero importanti. Il primo era un multiplo da 8 scudi d’oro con al rovescio la barca tra le onde e la scritta NON ALIO SIDERE (lotto 813). Con questa impresa del rovescio, come noto, il duca fece battere una serie di monete fra le più prestigiose dell’intera numismatica italiana con multipli in oro perfino da 20 scudi e anche ducatoni in argento. Comporre una serie del genere sarebbe oggi praticamente impossibile ma pochi pezzi si possono mettere in collezione. Il nuovo fortunato possessore di questo pezzo da 8 scudi d’oro, del peso quindi di 26,09 grammi, se le è aggiudicato a 100.000 euro.
Ma subito dopo era offerto ancora un importante pezzo aureo modenese: la quadrupla senza data e con collare alla spagnola con al rovescio la Madonna della Ghiara (lotto 814). La moneta, che poteva vantare la prestigiosa provenienza dalla famosa vendita della Galerie des Monnaies dell’ottobre 1974, è stata aggiudicata a 33.000 euro.
A proposito ancora di multipli aurei ricordiamo lo spettacolare pezzo del peso di 12 zecchini per 41,89 grammi di peso battuto a nome di Francesco Loredan (lotto 1092) venduto a 63.000 euro.
Monete Papali
Passiamo ora alla serie pontificia che poteva vantare pezzi di tutto riguardo sia per rarità che per conservazione.
Cominciamo, a proposito di qualità, con l’aggiudicazione del testone bolognese di Sisto V con al rovescio la personificazione della città ed al diritto un bellissimo e particolarissimo ritratto del papa. La moneta spiccava per uno stato di conservazione eccezionale che ha fatto esaltare diversi collezionisti che hanno fatto schizzare il realismo fino a 6.600 euro (lotto 1151).
Bellissima e rarissima poi la medaglia in oro dell’A. X di Alessandro VII (lotto 1167) che è stata venduta a ben 46.000 euro.
Davvero eccezionale poi anche la serie di monete di papa Clemente XI, la cui serie di monete è sicuramente la più bella e varia del Sei e Settecento romano. Del resto questo genere di monete sta conoscendo un successo crescente.
Parliamo allora della serie di quattro scudi d’oro: quello dell’A. II (lotto 1192) che ha realizzato ben 14.000 euro, dell’ancor più raro scudo dell’A. VI (lotto 1193) che è stato aggiudicato a 26.000 euro, quello dell’A. X col ritratto del papa con camauro (lotto 1194) venduto a 16.000 euro e quello dell’A. XV in eccezionale stato di conservazione venduto a 13.000 euro.
Bellissime poi anche alcune piastre d’argento proposte dello stesso papa. Su tutte spiccava per qualità quella del 1702 A. II definito in catalogo un vero gioiello numismatico proprio per la conservazione assolutamente immacolata impreziosita tra l’altro da una patina che sembrava la incorniciasse (lotto 1204). Questa piastra è stata aggiudicata a 22.500 euro.
Monete dei Savoia
A chiudere il catalogo, come sempre, la monetazione sabauda. Il primo lotto importante è stato il 1366: una superba quadrupla del duca Carlo Emanuele I con al diritto il suo busto ed al rovescio lo stemma crociato. È stata aggiudicata a 40.000 euro.
Eccezionale anche il realizzo del lotto 1383: una mezza doppia del 1796 di Vittorio Amedeo III, un millesimo di estrema rarità tanto che tutti i prezzari o cataloghi specializzati gli assegnano il massimo di rarità. È stata aggiudicata a 35.000 euro. La selezione successiva era ricca di proposte di monete rare ed importanti con gran parte dei millesimi e nominali importanti per chi colleziona il Regno d’Italia.
In un mercato mondiale della numismatica decisamente in crescita, l’Asta Numismatica 65 non ha fatto che confermare il vivace interesse per le monete belle e rare.
L’Asta Numismatica 66 è già in corso di preparazione e Nomisma dà l’appuntamento al prossimo autunno per una nuova selezione. Nel frattempo, ci si può sempre “consolare” con le vendite live mensili, è online l’Asta 28 E-Live che verrà battuta il 5, 6 e 7 luglio esclusivamente online.
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Aggiudicazioni Asta Numismatica 65